<>

REGALI SOLIDALI

Cosa ti piacerebbe ricevere se fossi tu in libertà ristretta?

Scopri tutte le proposte solidali per sostenere Sesta Opera

DONA IL 5X1000

Contiamo su di te

C.F. : 80107670152

“Accompagnare i condannati invisibili”

Libro a cura di Guido Chiaretti

Recensione

Indice

 

Papa Francesco all’Associazione Internazionale di Diritto Penale

Il 23 ottobre 2014, il Santo Padre Francesco ha tenuto un importante discorso alla delegazione dell’Associazione di Diritto Penale, contro le pene inumane e a difesa della dignità dei detenuti.

L’Unione Camere Penali Italiane definisce l’intervento del Papa “un monito straordinario per le coscienze, la politica e gli operatori del diritto”.

Il discorso del Santo Padre è stato anche per noi motivo di riflessione.
L’operato di Sesta Opera infatti è testo a mettere in pratica il dettato costituzionale.

Art. 2. Costituzione Italiana – Principi fondamentali
La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.

Art. 3. Costituzione Italiana – Principi fondamentali
Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

Art. 27. Costituzione Italiana  – Titolo I, Rapporti civili

  • La responsabilità penale è personale.
  • L’imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva.
  • Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato.
  • Non è ammessa la pena di morte.

Come si applicano oggi questi principi?
Il Santo Padre sottolinea che occorre denunciare:

  • alcuni settori della politica e di parte di alcuni mezzi di comunicazione, che incitano talvolta alla violenza e alla vendetta, pubblica e privata;
  • la tendenza dei mass media a costruire deliberatamente dei «nemici»;
  • la custodia cautelare che costituisce un’altra forma contemporanea di pena illecita occulta;
  • la condizioni nelle carceri di massima sicurezza, ma anche in istituti per minori, ospedali psichiatrici, commissariati e altri centri e istituzioni di detenzione e pena;
  • la schiavitù, inclusa la tratta delle persone, con la complicità degli Stati;
  • la corruzione che è diventata naturale, al punto da arrivare a costituire uno stato personale e sociale legato al costume.

Occorre riaffermare “che la piena vigenza e operatività del principio pro homine deve garantire che gli Stati non vengano abilitati, giuridicamente o in via di fatto, a subordinare il rispetto della dignità della persona umana a qualsiasi altra finalità, anche quando si riesca a raggiungere una qualche sorta di utilità sociale”.