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Palazzo Reale di Milano, venerdì 21 settembre: una giornata di confronto sulle esperienze dei think tank di promozione della legalità come responsabilità condivisa

Giustizia: il modello del Laboratorio NEXUS per progetti di inclusione sociale.
Venerdì 21 settembre (ore 9.30-17), a Palazzo Reale di Milano, una giornata di confronto sulle esperienze dei think tank di promozione della legalità come responsabilità condivisa.

Milano, 14 settembre 2018 – Sarà operativo dal 5 ottobre anche a Milano il Laboratorio “NEXUS”, il think tank promosso dalle articolazioni regionali lombarde del Dipartimento Giustizia Minorile e di Comunità e del Dipartimento Amministrazione Penitenziaria. Progetto pilota a livello nazionale, avviato nel  2015 e già attivo in Lombardia, nelle città di Mantova, Pavia, Bergamo e Brescia dove sono coinvolte oltre 70 tra istituzioni, cooperative, associazioni di volontariato e privati cittadini, il Laboratorio ha come scopo la realizzazione di progetti di inclusione sociale per gli autori di reato. Per presentare i risultati ottenuti dalle esperienze lombarde, illustrare modalità di funzionamento e di partecipazione l’ Ufficio Interdistrettuale Esecuzione Penale Esterna (UIEPE), il Centro Giustizia Minorile (CGM) e il Provveditorato Amministrazione Penitenziaria della Lombardia organizzano una giornata di dibattito e confronto – “Legalità come responsabilità condivisa”  – che si terrà a Milano (Palazzo Reale,  Piazza del Duomo, 14 – Sala delle Conferenze) venerdì 21 settembre 2018  (ore 9.30-17).

Al centro del convegno i temi della giustizia di comunità come contributo alla sicurezza e alla coesione sociale, il ruolo del volontariato e l’apporto necessario della società civile nel percorso di inclusione sociale degli autori di reato, adulti e minori.
All’incontro parteciperanno il Direttore UIEPE Lombardia, Severina Panarello, il Direttore CGM Lombardia, Francesca Perrini, il Provveditore Regionale Amministrazione Penitenziaria della Lombardia, Luigi Pagano. A portare i saluti istituzionali, il Presidente del Consiglio comunale di  Milano, Lamberto Bertolé e la Vice Presidente Beatrice Uguccioni, il Vice Presidente del Consiglio regionale, Carlo Borghetti, il  Presidente di ANCI Lombardia, Virginio Brivio. La presentazione del Laboratorio sarà a cura di Patrizia Ciardiello, Responsabile del progetto NEXUS, e di Claudio Cazzanelli, Cooperativa Sociale A&I, cui seguirà una Tavola rotonda con Andrea Molteni di Caritas Ambrosiana e i componenti dei Laboratori territoriali.
A concludere i lavori Lucia Castellano, Direttore generale della Direzione generale esecuzione penale esterna e di messa alla prova del Dipartimento per la giustizia minorile e di comunità.

I Laboratori NEXUS, grazie a un serrato confronto interno tra i partecipanti, lavorano per l’abbattimento della recidiva e una amministrazione della pena attenta al dettato costituzionale, affiancando le istituzioni e i servizi preposti al supporto dei percorsi di inclusione sociale degli autori di reato (compresi quelli in messa alla prova) con progetti attuati direttamente sul territorio. Una modalità di “fare giustizia” che promuove la cittadinanza inclusiva, la sicurezza e la coesione sociale, cercando di recuperare alla vita sociale e lavorativa chi ha avuto problemi con la giustizia, soprattutto in caso di minori e di giovani adulti. Perché, come diceva don Antonio Loffredo, ex cappellano del carcere di Poggioreale e da qualche anno parroco del Rione Sanità a Napoli “C’è un modo di “fare giustizia” che contrasta efficacemente la criminalità non perché combatte la criminalità, ma perché le fa concorrenza, insidiandole il territorio e seminandolo”.

Corso di formazione 2018: visitare i carcerati

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Il corso sul Volontariato Penitenziario, che Sesta Opera organizza ogni anno in collaborazione con SEAC e Caritas Ambrosiana, è aperto a tutti coloro che desiderano impegnarsi in questo tipo di volontariato negli istituti milanesi: è aperto anche ai volontari già operativi altre associazioni di volontariato penitenziario.
Sarà strutturato in sei incontri di circa 3 ore ciascuno e termina con un colloquio individuale che orienta ciascun partecipante nell’individuare il percorso di volontariato più adatto.

CORSO DI FORMAZIONE 2018
ottobre: sabato 13,20,27
novembre: sabato 3,10,17

DOVE
Sala Matteo Ricci – Fondazione Culturale San Fedele – Piazza San Fedele, 4 – Milano

ORARIO
Gli incontri si tengono il sabato mattina.
Orario 9.00-12.30

CONTRIBUTO
Il contributo alle spese è di 50 euro per tutto il corso.

PER INFORMAZIONI E ISCRIZIONE
Tel. 02 86352254
E-mail: sestaopera@gesuiti.it

 

PROGRAMMA 2018

FOTO PROGETTO F.A.SE. con didascalie

Apertura dei lavori con i saluti istituzionali del Dott. Siciliano, Direttore del Carcere di San Vittore

Grazie per la presenza delle Educatrici del Carcere di Bollate, dott.sa Bianchi e dott.sa Barba

Team Sesta Opera al lavoro

Al corso di formazione sulla Cultura Rom anche la Coordinatrice dell’Icam, dott.sa Grimaldi

Qualche dato

 

 

 

 

FOTO PROGETTO F.A.SE.

Carceri, Garante dei detenuti: il commento di Sesta Opera San Fedele

“Sportello Garante”, Chiaretti Presidente Sesta Opera San Fedele
Opportuna iniziativa per alleviare criticità in tema di assistenza sanitaria e assegnazione case

 

Milano, 21 giugno 2018 – “Ogni iniziativa volta a garantire il rispetto dei diritti civili ai detenuti è da noi ben accolta. Assicurare dignità a persone che stanno scontando pene detentive è il primo passo verso una loro riabilitazione personale e sociale. In tal senso, l’iniziativa avviata oggi ad Opera dall’ ombudsman regionale può anche facilitare i rapporti tra persone ristrette nella libertà e la pubblica amministrazione consentendo, inoltre, di migliorare le condizioni di sicurezza e di vivibilità all’interno del carcere. Auspichiamo, tuttavia, che si possa andare oltre in modo da favorire la nascita anche del Garante delle vittime, organismo per tutelare, per quanto possibile, non solo i colpevoli ma anche le vittime dei loro reati. Si tratta di una proposta formulata dagli stessi detenuti di Opera, oltre che sostenuto dalla nostra associazione, al termine di un lungo processo di giustizia riparativa e che consente ai rei di rendersi più consapevoli del danno causato alle persone e alla società intera. Solo assumendosi fino in fondo le proprie responsabilità e facendo bene i conti con  il proprio passato si può davvero ricominciare una nuova vita”. 

Questo il commento di Guido Chiaretti, Presidente di Sesta Opera San fedele onlus, associazione di volontariato carcerario, alla notizia dell’apertura nel carcere di Opera dello “Sportello del Garante”, iniziativa promossa dal Difensore regionale della Lombardia e dal Provveditorato all’Amministrazione penitenziaria.  

Tra le priorità su cui Sesta Opera San Fedele onlus sollecita l’iniziativa del Garante dei detenuti, innanzitutto la vigilanza per una corretta ed adeguata assistenza sanitaria. “A Milano – ha spiegato Chiaretti- l’assistenza sanitaria ai detenuti, sia per i ricoveri che per le visite specialistiche, è fornita unicamente dal reparto di medicina carceraria dell`ospedale San Paolo che, pur offrendo un ottimo servizio, risulta inadeguato rispetto alle richieste dei quattro istituti penitenziari milanesi. Un problema serio – ha concluso – di cui spetta al nuovo Garante farsi carico, visto che l`aspetto sanitario delle carceri è di diretta competenza del servizio sanitario regionale”.

Altro aspetto su cui intervenire è, secondo il Presidente di Sesta Opera San Fedele, il problema dell’assegnazione delle case popolari. “L’ufficio di garanzia regionale all’interno del carcere potrebbe inoltre intervenire per smaltire le pratiche relative all’assegnazione delle case popolari, dove i detenuti ammessi alle misure alternative possono scontare le pene ai domiciliari, evitando di gravare inutilmente sull’amministrazione penitenziaria e abbattendo di molto la recidiva”.  

Descrizione del contesto: Progetto FASE

Tutti noi sappiamo che nella società attuale la cultura e l’informazione sono sempre più strumenti indispensabili per la vita, per i rapporti con le persone e le Istituzioni, per risolvere i problemi quotidiani, per programmare il presente ed il futuro.
Chi non li possiede resta un “escluso”. Istituzioni, Associazioni, volontari che si impegnano nella promozione culturale e sociale dei giovani rilevano che, tra i ragazzi in “difficoltà”, aumenta il numero di coloro che non terminano la scuola dell’obbligo o che la concludono con indifferenza, demotivati e quasi assenti.
Nel caso specifico delle comunità dei Rom e dei Sinti, ci troviamo inoltre di fronte a presupposti di ordine culturale e sociale che determinano un momento molto delicato del loro processo di confronto / integrazione.
Per alcuni gruppi si sta maturando un salto di qualità verso la cultura della “sedentarizzazione” e/o un cambiamento delle attività lavorative tradizionali; per altri un adeguamento a forme diverse di vita e a modalità di comportamento nuove rispetto al passato, spesso derivanti dall’esterno.
Da tutto ciò emerge la necessità di conoscere a fondo l’attuale realtà e le nuove esperienze, di favorire il rapporto fra cittadini (gage e Rom / Sinti) e di rafforzare le modalità di auto determinazione degli zingari stessi nel processo di integrazione fra le due culture.
In questo contesto si inserisce il percorso di formazione dei Mediatori Rom e Sinti: formazione di giovani disponibili a collaborare con le Istituzioni per raggiungere migliori condizioni di reciproca conoscenza, accettazione ed interazione.
Anche a livello europeo si è in questi ultimi anni affermata la consapevolezza che il problema della scolarizzazione dei bambini Rom e Sinti, ha ormai assunto un carattere di gravità tale da richiedere un impegno da parte degli stati membri più significativo e efficace.
La Risoluzione del 1985 può essere considerato il punto di partenza di un interesse esplicito della Commissione europeo e di un più forte coinvolgimento degli Stati membri.
In questa Risoluzione, dove si denunciavano i bassi livelli di presenze scolastiche e l’alto tasso di analfabetismo fra i Rom e Sinti adulti, la scolarizzazione veniva riconosciuta come l’elemento cardine per lo sviluppo dell’autonomia personale e professionale e per l’avvenire culturale, sociale ed economico delle comunità Rom, stanziali e nomadi.
L’intervento della Risoluzione era quello di stimolare le iniziative nazionali affinchè venissero poste in atto le misure necessarie in termini di promozione delle strutture, delle forme di pedagogia adatte, di sostegno agli insegnanti, perchè il rapporto fra comunità zingare e scuola diventasse un punto significativo delle politiche educative.
E’ iniziata così una ricerca di Soluzioni nei vari paesi dell’Unione. Sono nati progetti ma anche attività di studio e di riflessione che hanno evidenziato come la situazione delle comunità Rom e Sinte sia generalmente difficile, in alcuni casi allarmante.
Le difficoltà di scolarizzazione e di dialogo con le famiglie Rom non nascono dal nulla ma sono precedute da secoli di negazione della cultura zingara, della stessa esistenza dei Rom in quanto persone e in quanto gruppo. In tale contesto la scuola viene percepita spesso come nemica e l’obbligo scolastico come un’aggressione e non come un diritto.
Ciò ha generato e genera una conflittualità che coinvolge la scuola, le famiglie, il contesto sociale.
In questa situazione però proprio la scolarizzazione diventa punto di forza per l’emancipazione, uno strumento di sopravvivenza, considerato che l’analfabetismo è una ulteriore causa di emarginazione.
In altri termini essere sedentarizzati incide sull’avvenire delle comunità Rom / Sinte sul piano economico e su quello sociale. Se la sedentarizzazione riveste tanta importanza il momento dell’accoglienza richiede impegno e competenza.
L’accoglienza è un elemento fondamentale per l’esercizio di un diritto: il diritto all’istruzione.

F.A.SE. : Formare Accompagnare Sensibilizzare

In data 31 marzo 2018 l’Associazione Sesta Opera San Fedele ha dato avvio al progetto F.A.SE. (Formare, Accompagnare, Sensibilizzare) grazie al contributo di Regione Lombardia e Fondazione Cariplo in partenariato con Caritas Ambrosiana, Progetto Onesimo, Opera Nomadi di Milano e cooperativa DIKE.

Obiettivo generale del progetto Formare, Accompagnare e Sensibilizzare è facilitare il reinserimento delle persone detenute o condannate presenti a Milano secondo lo spirito e la lettera dell’articolo 27 della Costituzione, comma 3, rispondendo ai bisogni di reinserimento delle donne detenute espressi dalla struttura a custodia attenuata ICAM (Istituto a custodia attenuata per detenute madri) di Milano, bisogni comuni anche ai ristretti degli istituti penitenziari milanesi e alle persone condannate seguite da UEPE-Mi, nel quadro e in sintonia con le raccomandazioni europee, nazionali e locali che richiamano spesso la necessità di una formazione adeguata degli operatori penitenziari e del volontariato che opera dentro e fuori dal carcere.

A partire dalla Formazione degli operatori e volontari dell’ICAM si intende creare innanzitutto una comune capacità di lettura e di azione di fronte ai comportamenti delle donne Rom detenute come strumento condiviso per affrontare insieme il percorso di reinserimento.

Il progetto attua il suddetto reinserimento puntando sulla riduzione delle barriere sociali e culturali esistenti tra la nostra società e due gruppi sociali specifici: da una parte, le persone che hanno scontato una pena dentro o fuori dal carcere, dall’altra le popolazioni Rom, cioè le loro donne presenti in ICAM.

Per facilitare il reinserimento dei detenuti/condannati il Progetto punta a facilitare l’accesso alle Misure Alternative supportando gli utenti nella ricerca della casa o del lavoro e attraverso un percorso di accompagnamento personalizzato presso gli uffici dei partner o presso gli istituti di pena o l’abitazione degli utenti.

Il lavoro con le donne Rom durante la loro permanenza in ICAM vuole invece puntare sul raggiungimento di un rapporto di solida fiducia tra loro e i volontari che le accompagneranno, supportate fortemente dalle operatrici. Infatti una volta scontata la pena solo i volontari avranno la possibilità di seguirle nella loro nuova destinazione, se richiesti.

 

Descrizione del contesto
Iniziare a conoscre Rom Sinti e Caminanti
Qualche foto…

 

 

I  NOSTRI PARTNER

 

 

                                      

Incontro e dialoghi con la cultura Rom – Giovedì 7 giugno 2018

Opera Nomadi Milano e Sesta Opera San Fedele, in collaborazione con il Museo del Viaggio promuove: “Incontro e dialoghi con la cultura Rom”, presso il campo Comunale di via Impastato 7 .

Nell’ambito della manifestazione cittadina “Insieme senza muri” promossa dall’Assessorato alle Politiche Sociali del Comune di Milano e dal Progetto F.A.SE. finanziato da Cariplo e Regione Lombardia, l’iniziativa vuole essere l’occasione per conoscere, discutere e approfondire gli elementi caratterizzanti la dimensione culturale e sociale delle popolazioni romanì sul territorio milanese e il controverso rapporto con le politiche pubbliche, “esplorando” con lo sguardo, le proprie emozioni, l’incontro con gli abitanti uno dei tanti luoghi e modi di vita delle comunità rom e sinte.

L’evento offrirà inoltre l’occasione per rendere omaggio a Goffredo “Mirko” Bezzecchi, Rom Harvato insignito dal Senato della Repubblica della Targa d’Argento per ricordare le tante vittime della persecuzione razziale nazi – fascista nei confronti delle comunità zigane in Italia e nell’Europa occupata.
                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                               Vedi la locandina

Associazione In Opera

L’Associazione In Opera è stata fondata da Sesta Opera il 25 giugno 2016 e nel corso del 2017 è diventata operativa all’interno della Casa di Reclusione di Opera Milano: si vogliono promuovere percorsi di volontariato anche all’esterno, per le persone che attualmente sono ammesse, oppure sono nelle condizioni giuridiche per l’ammissione, al lavoro esterno ( 21 O.P.).

L’Associazione è un’esperienza di Giustizia Riparativa che ha nelle proprie finalità il voler offrire un contributo ed un percorso di riparazione sociale del danno cagionato alla collettività attraverso progetti di lavoro socialmente utile e di volontariato.

                                                                                                              Conosci l’Associazione


 

8 giugno 2018 – Cena Solidale per Sesta Opera San Fedele

A grande richiesta, il giorno 8 giugno 2018  alle ore 20 la Sesta Opera San Fedele, organizza una cena nel ristorante “Osteria Antichi Maestri “, Piazza Vesuvio 15, Milano.

La cena ha lo scopo di far conoscere la nostra Associazione e di raccogliere donazioni per la nostra attività.

Al link: http://www.italiaatavola.net/locali/ristoranti-e-pizzerie/2016/6/29/osteria-antichi-maestri-milano-detenuti/45171 si può leggere un articolo in cui il Direttore del Carcere di Bollate, dott. Massimo Parisi, descrive il Ristorante, un progetto di reintegrazione sociale che da occupazione a detenuti ed ex detenuti.

                                                                                                                                                                                                                                                                 Conosci il Ristorante    

I posti disponibili sono 40, quindi, trattandosi di numero limitato, è consigliabile dare l’adesione al più presto e comunque entro il corrente mese di maggio.

 

Prenota il tuo posto scrivendo a: sestaopera@gesuiti.it