<>

CORSO DI FORMAZIONE 2019

Per informazioni e iscrizione:

sestaopera@gesuiti.it

5 X 1.000

CONTIAMO SU DI TE

 

SESTA OPERA SAN FEDELE

C.F. : 80107670152

Libro “Accompagnare i condannati invisibili” a cura di Guido Chiaretti

Prenota la tua copia!

Recensione

Indice

 

Mediazione dei conflitti tra pari

Il carcere è troppo spesso un luogo di gravi conflitti e violenza fra i detenuti.
Ciò mina alle fondamenta la convivenza nel carcere che, secondo la Costituzione, deve tendere alla rieducazione e al reinserimento sociale. Invece lo fa diventare un ambiente socialmente invivibile: un luogo di educazione alla violenza. Perché la violenza produce violenza.
La mediazione carceraria tra pari è una pratica innovativa nata in America Latina circa 10 anni fa. Prevede di scegliere e formare, all’interno della popolazione carceraria, persone che siano in grado di gestire e risolvere pacificamente i confitti che insorgono fra i loro compagni detenuti e fra i detenuti e le loro famiglie.
Anche in un ambiente difficile come il Messico, l’esperienza di mediazione carceraria nel carcere di Hermosillo ha dato risultati importanti: nel 2005 i conflitti fra carcerati provocavano un suicidio alla settimana e un ferito grave ogni tre giorni. Dopo due anni di mediazione in carcere non si verificavano più morti a causa di liti. Ma non è solo questo: il carcere era diventato un ambiente migliore. L’istituzione si è impegnata a migliorare le condizioni di vita dei detenuti. Enti e imprese hanno sviluppato nel carcere attività di formazione e lavoro. E molti mediatori, una volta ex detenuti, hanno deciso di continuare la loro attività di mediazione fuori dal carcere, nella società.

IL PROGETTO PILOTA IN ITALIA PRESSO IL CARCERE DI BOLLATE (MI)
Il primo progetto pilota è presso il Carcere di Bollate. Questa esperienza può essere inquadrata nel contesto più ampio della Giustizia Riparativa

 

Conosci il progetto di Mediazione Comunitaria presso il Carcere di Bollate