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#oltrelesbarre #personenuove  #ricominciareliberi

Accompagnare i condannati invisibili

a cura di Guido Chiaretti

Senza titolo

Sesta Opera è attiva nello sviluppo e diffusione di una cultura della giustizia inclusiva.

Riserviamo grande attenzione alla formazione dei volontari, progettando e gestendo specifici percorsi formativi che per metodologie, temi, livello dei formatori ed esperti, garantiscono l’aggiornamento costante dei soci operativi e la formazione di nuovi volontari.

Siamo impegnati nello studio, nella ricerca, il dibattito e l’aggiornamento culturale sui temi dell’assistenza carceraria e post-carceraria, anche allo scopo di:

  • Proporre la formulazione di nuove norme legislative in materia carceraria.
  • Costruire una maggiore attenzione dell’opinione pubblica verso la realtà della detenzione.
  • Sensibilizzare intorno ai problemi che la detenzione crea a tutte le persone coinvolte.

I nostri rappresentanti partecipano a congressi, seminari, presentazione di libri, e in generale in tutti gli incontri nei quali si dibattono i problemi inerenti alla tematica carceraria.

Corso di formazione. Leggi il programma

 

Quando Dio chiese a Caino dove fosse Abele, Caino rispose irato con un’altra domanda: «Sono forse io il custode di mio fratello?». […]
Emmanuel Lévinas, commenta: quella rabbiosa domanda di Caino è all’origine di ogni immoralità. Naturalmente io sono il custode di mio fratello, e sono e rimango un essere morale fintanto che non pretendo una ragione particolare  per esserlo.
Che lo ammetta o no, io sono il custode di mio fratello in quanto il benessere di mio fratello dipende da quello che faccio o mi astengo dal fare. E sono un essere morale perché riconosco quella dipendenza e accetto la responsabilità che ne consegue. Nel momento in cui metto in dubbio quella dipendenza e chiedo come Caino che mi si dica per quale ragione dovrei curarmene, abdico alla mia responsabilità e non sono più un soggetto morale.
La dipendenza di mio fratello è quello che mi rende un essere etico; dipendenza ed etica si reggono insieme e insieme vanno a picco.

(Zygmunt Bauman)