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“Accompagnare i condannati invisibili”

Libro a cura di Guido Chiaretti

Recensione

Indice

 

Cineforum

Attività:

Prima della proiezione i volontari accolgono, salutano, si presentano e ricordano l’associazione Sesta Opera ai presenti.

Poi ribadiscono le regole per la partecipazione ai nuovi arrivati.

  • Si guarda il film tutti insieme
  • Durante la visione non si fuma e si ascolta in silenzio
  • Si invita a cogliere il significato del film, quali messaggi esprime, al di là del fatto che il film possa piacere o meno
  • Si ricorda ai partecipanti che dopo la fine del film si condivide una merenda tutti assieme e che in cerchio si fa un dibattito, ossia uno scambio di punti di vista su cosa è piaciuto/ non piaciuto del film, quali i messaggi rilevati, quali cose sono interessanti, etc.

Valenze e obiettivo del progetto:

Nell’ambito delle attività di rieducazione, il progetto cineforum ha diverse valenze reputate importanti per quanto riguarda obiettivi comportamentali all’interno dello spazio carcere.

Innanzitutto seguire le regole comportamentali che ribadiscono i volontari all’inizio, e quindi aderire e restare nei confini tracciati per la visione del film (non fumo, non parlo con il vicino, non disturbo… mi concentro, cerco di capire cosa succede…).

Nondimeno a partire dall’allestimento della sala fino alla fine (smontare il materiale e riordinare) mette le persone in condizione di collaborare per un obiettivo comune.

Il dibattito come momento di confronto è essenziale ed è quello che incornicia l’attività nell’ambito cineforum (diverso da cinema/intrattenimento puro e fine a se stesso). I volontari diventano facilitatori e moderatori delle comunicazioni, è una fase rilevante in cui i partecipanti possono esprimere le loro opinioni senza un giudizio, in modo libero con l’attenzione dei volontari affinché anche il confronto sia un momento costruttivo e non distruttivo, attraverso lo stimolo di domande “Come mai hai pensato questo?” “Per quale motivo ti viene in mente questa cosa?” “Che cosa ne pensate di quello che è successo?” etc.

Si cerca di stimolare al confronto e al dibattito facendo attenzione che la comunicazione sia circolare e di gruppo, non a coppie o tra gruppetti. Per consentire questo i volontari restano in piedi in modo da visualizzare tutto il gruppo, per tirare le fila della discussione e -se necessario – smorzare comportamenti provocatori o disturbanti in modo pacato.