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Indice

 

XIII Congresso Mondiale di Mediazione: presentazione del progetto di “Mediazione tra pari” di Bollate

Durante il XIII Congresso Mondiale di Mediazione, dal 20 al 25 novembre 2017, a Dakar (Senegal), viene presentata l’esperienza del progetto di “Mediazione Comunitaria tra pari” che si sta sviluppando presso il carcere di Bollate, all’interno del reparto femminile: qui, da oltre due anni, è attivo un progetto di formazione portato avanti da Sesta Opera San Fedele e l’Associazione di Mediazione Comunitaria di Genova.

A differenza della Mediazione conosciuta in Europa, dove il mediatore e’ persona esterna al contesto in cui vivono le parti in conflitto, nella “Mediazione tra pari”, nota anche come “Mediazione di comunità”, il mediatore è una delle persone che appartiene allo stesso gruppo di cui fanno parte le persone in conflitto.

Secondo questo approccio è fondamentale la formazione di alcune persone del gruppo, generalmente le più adatte secondo parametri specifici dell’ambiente in cui vivono, nel nostro caso il reparto femminile di Bollate. Secondo questo approccio la persona detenuta è attore protagonista del processo di mediazione

I risultati attesi sono il miglioramento della qualità della vita dei partecipanti anche nelle relazioni con l’esterno (con le proprie famiglie); la disseminazione nel gruppo del nuovo approccio ai conflitti; la diminuzione delle tensioni e dei conflitti interni al reparto attraverso un utilizzo preventivo di quanto appreso durante il progetto; l’applicazione restaurativa dei possibili conflitti emersi.

La sostenibilità del progetto è intimamente correlata allo spirito che lo anima. Le attività in programma sono tutte indirizzate alla formazione di risorse umane (detenute, agenti penitenziari e volontari). In questo modo si prevede che di seguito alle diverse formazioni ci sia un gruppo stabile di mediazione, formato da detenute, e un gruppo di volontari che possa accompagnare quest’esperienza: l’obiettivo è la creazione di uno sportello di mediazione dei conflitti interno al reparto dove le detenute mediatrici possano incontrare regolarmente le loro compagne e lavorare sui conflitti interni alla loro realtà.

Per approfondimenti del progetto:

Progetto di Mediazione tra Pari nel carcere di Bollate

Mediazione dei conflitti tra pari

Traguardo raggiunto, nuovi orizzonti si aprono

Reparto femminile del Carcere di Milano-Bollate – Conferimento degli attestati di partecipazione del Corso di sensibilizzazione alla mediazione comunitaria alle novissime mediatrici del reparto

Il 28 gennaio 2017 è stato un sabato molto speciale. Dopo un anno di percorso M.A. (scarcerata qualche giorno prima), A.S., P.B., D.C., A.G., R.G., Z.H., M.L. e M.R. hanno ricevuto il loro attestato di partecipazione al Corso di sensibilizzazione alla mediazione comunitaria raggiungendo così uno de traguardi più attesi. ( Sono state indicate solo le iniziali delle persone coinvolte per tutelarne la privacy)

Il progetto di mediazione comunitaria è nato nel reparto femminile del Carcere di Milano-Bollate a partire dal Workshop di Mediazione Penitenziaria tra pari tenuto da Javier Vidargas, messicano, il 22 e 23 settembre 2014 a San Fedele, all’interno delle attività del X Congresso Mondiale di Mediazione (22–27 settembre 2014 a Genova). Sulla scia dell’esperienza di Hermosillo – sempre in Messico – il Carcere di Milano-Bollate, l’Associazione Sesta Opera San Fedele e l’Associazione di Mediazione Comunitaria di Genova hanno avviato una collaborazione per attivare un progetto di mediazione comunitaria e una prima esperienza di mediazione penitenziaria tra pari in Italia, intendendo il reparto femminile di Bollate come una comunità che si mette a lavorare e a pensare insieme.

Da aprile 2015 fino ad oggi si sono sviluppate diverse fasi che hanno visto coinvolti volontari di Sesta Opera, volontari di altre associazioni, agenti penitenziari, educatori del reparto femminile, la direzione del carcere e, infine cronologicamente, ma non meno importante, le candidate al corso. Gli incontri, a cadenza quindicinale, avevano come finalità l’organizzazione di un gruppo di lavoro che avesse come obiettivo attivare il dialogo e la partecipazione come strumenti per ricostruire la convivenza.

Diverse sono state le persone interessate in questo percorso costellato d’incontri che miravano ad approfondire tematiche come l’analisi del conflitto, la giustizia riparativa, le tecniche di attivazione del dialogo e della mediazione comunitaria. Un ringraziamento, quindi, a tutti coloro che – in un modo o nell’altro – hanno contribuito a raggiungere l’esito finale, altamente significativo in termini relazionali ed esperienziali.

L’impegno messo in campo dalle mediatrici nell’intero percorso annuale è la manifestazione concreta della possibilità di attivare nuove risorse e strumenti per migliorare la convivenza. Con la consapevolezza che c’è ancora tanto lavoro da fare, si apre così una felice e nuova tappa!

Juan Pablo Santi
15 febbraio 2017