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Ciclo “La voce dei testimoni”: La mia storia di non amore

Lunedì 25 gennaio dalle 11 alle 13, su zoom, le scuole incontrano Lucia Annibali vittima di un terribile reato: nel 2013 venne sfigurata al volto da un getto di acido lanciato da uomo mandato appositamente dall’ex fidanzato.

ISCRIZIONE OBBLIGATORIA

Scrivere a: scuola@volontariatogiustizia.it

Quinto seminario “A scuola di libertà”: I meccanismi dell’ odio

Prosegue il progetto “A scuola di libertà” e propone il quinto seminario intitolato “I meccanismi dell’odio”.

L’appuntamento è su Zoom, lunedì 18 gennaio dalle 17 alle 18.30

Parteciperà Eraldo Affinati, scrittore e insegnante sensibile ai temi dell’educazione e della scuola.

Tutti i dettagli nella locandina

DIALOGO CON CLAUDIA FRANCARDI

Il video integrale dell’incontro della manifestazione A scuola di libertà, che si è tenuto nella giornata di venerdì 04 dicembre con le dove hanno partecipato oltre 700 studenti. Hanno portato la loro testimonianza Claudia Francardi, Suela e Bruno. Claudia Francardi, vittima di un terribile reato, che dialoga con una persona che ha finito di scontare una lunga pena e con la figlia di un detenuto.

Progetto “A scuola di libertà”- Carcere e Scuole. Educazione alla legalità

Venerdì 4 dicembre, dalle 11 alle 13 in videoconferenza zoom.

https://youtu.be/TG7Gzk86f5c

Progetto “A scuola di libertà”- IV INCONTRO: 9 dicembre 2020

Seminario Figli della strada, figli di papà, con Francesco Cascini, magistrato e scrittore, esperto di esecuzione penale per adulti e per minori

Gianluca Guida, direttore dell’Istituto penale minorile di Nisida

Francesco Cascini:Abbiamo delle esperienze importanti nel nostro Paese nell’ambito della giustizia minorile, la messa alla prova per i minori può essere fatta per qualunque reato anche per l’omicidio. Abbiamo fatto uno studio con l’università di Napoli sulla recidiva dei minori dell’area napoletana che hanno usufruito della messa alla prova dal 2000 al 2007. Su 890 ragazzi ammessi dal 2000 al 2007, quasi tutti italiani provenienti da zone calde del napoletano, soltanto il 20% si è reso responsabile di ulteriori reati dopo la fine della messa alla prova.(…) Questo dimostra che la strada da seguire non è il carcere, che deve comunque cambiare, ma la strada maestra è un’altra, bisogna dare ai giudici la possibilità di modulare il tipo di pena rispetto alla persona”.

Gianluca Guida: “Il modello maschile oggi è per questi ragazzi quello di una identità dominante, prepotente e aggressiva, fatta di ribellione, voglia di autodeterminazione e insofferenza alle regole. La non adesione al modello comporta l’esclusione dal gruppo e la stigmatizzazione dei pari, per cui quei ragazzi che non riescono a reggere il confronto con il modello, scaricano la tensione in comportamenti violenti e autodistruttivi, nel consumo di alcool e droghe, oppure nell’auto-aggressività. Ne viene fuori una forma nuova di disagio che ha la sua radice nell’ansia performante. Ed è così che l’aggressività diventa violenza incontrollata e quindi disagio psicologico”.

Interverranno:

Francesco Cascini, è magistrato dal 1995. È stato pubblico ministero a Locri e poi a Napoli, è stato Vice Capo del Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria e da ottobre 2016 a marzo 2017 Capo del Dipartimento per la Giustizia Minorile e di Comunità.  Attualmente svolge le funzioni di pubblico Ministero presso la Procura della Repubblica di Roma. Ha pubblicato Storia di un giudice (2010), il suo secondo romanzo è Il giudice e il camorrista. Figli della strada, figli di papà.

Gianluca Guida, direttore dell’Istituto penale minorile di Nisida

Direttore del Centro Europeo di Studi sulla devianza ed il disagio giovanile avente sede in Nisida.

Porterà la sua testimonianza una persona che ha vissuto una esperienza di carcerazione al minorile

PER INFORMAZIONI E ISCRIZIONI:scuola@volontariatogiustizia.it

Di seguito il video del IV incontro:

Progetto “A scuola di libertà”- Carcere e Scuola. Educazione alla legalità – terzo incontro: 2 dicembre 2020

Mercoledì 2 dicembre, dalle 17 alle 18.30 in videoconferenza

Seminario con Leopoldo Grosso, psicologo e psicoterapeuta, esperto di dipendenze e consumi di sostanze

Droghe e giovani: Occorre educare e informare le persone, sviluppare in loro consapevolezza e senso critico

Dice Leopoldo Grosso: “Nel 2019 un giovane su tre, tra i 15 e i 19 anni, ha provato almeno una droga. Mentre 32 ragazze e ragazzi, tutti con meno di 25 anni, sono morti per overdose. Eppure il dibattito politico e legislativo sulle droghe non riesce a decollare, è inchiodato agli anni Novanta del secolo scorso. Rimane bloccato in uno sfibrante moto pendolare: un continuo andirivieni tra istanze repressive che incombono sullo spaccio al dettaglio e il tentativo di arginarle per non produrre maggiore danno. Lo scontro ideologico-politico, rinvigorito da ogni nuova emergenza, ignora le evidenze dei fatti, principalmente dedito alla ricerca di un tornaconto elettorale che fa perno su ansie e paure che impediscono ogni confronto razionale”.

Interverrà:

Leopoldo Grossopsicologo e psicoterapeuta, è vice presidente del Gruppo Abele, responsabile dell’Università della Strada (area del Gruppo Abele che si occupa di formazione sui temi del Terzo Settore), consulente di istituzioni comunali e regionali e autore di numerose pubblicazioni in materia di dipendenze e consumi.

Porterà la sua testimonianza: Giorgio Bazzega, figlio del maresciallo Sergio Bazzega, ucciso nel 1976 in un conflitto a fuoco con un giovanissimo brigatista negli anni tragici della lotta armata in Italia, quando lui di anni ne aveva poco più di due. Giorgio racconterà soprattutto la sua esperienza della droga usata come “anestetico” della sua drammatica esperienza. Interverranno detenuti e persone che hanno scontato una pena, con storie legate alle dipendenze.

SEGNALARE LA PROPRIA PRESENZA A: scuola@volontariatogiustizia.it

Di seguito i video del terzo incontro.

Progetto “A scuola di libertà”- Carcere e Scuola. Educazione alla legalità – secondo incontro: 24 novembre 2020

Seminario con Marco Bouchard, magistrato, esperto di Lavori di pubblica utilità e messa alla prova

La messa alla prova e i lavori di pubblica utilità, misure che portano la pena stessa dentro alla società

Dice Marco Bouchard: “L’aspetto interessante è che questa misura non ha colpito dei “candidati al carcere”, insomma secondo la tipologia delle persone che vanno in carcere, ma ha colpito la gente come noi, che un tempo era abituata a uscire dal ristorante il sabato sera magari con qualche bicchiere di troppo e ha capito, con questo tipo di sanzione, che in effetti doveva cominciare a tenere una condotta un po’ più virtuosa.”.

La mia domanda e la mia speranza è fondamentalmente se il lavoro di pubblica utilità possa in effetti costituire una grande occasione per il nostro Paese per passare da una concezione della pena come sofferenza e controllo passivo – perché anche la maggior parte delle misure alternative alla detenzione sono delle forme di controllo passivo – a forme di azione positiva e responsabilizzante del condannato o dell’accusato; questa è la mia speranza, e cioè che il lavoro possa costituire la base per costruire una diversa tipologia di pena”.

Interverrà:

Marco Bouchard, magistrato, esperto di Lavori di pubblica utilità e messa alla prova, è autore tra l’altro di Offesa e riparazione e Sul perdono. È presidente dell’Associazione Rete Dafne Italia – Rete Nazionale dei Servizi per l’Assistenza alle Vittime di Reato

Porteranno la loro testimonianza Carla Chiappini, giornalista esperta in metodologia autobiografica che cura Sosta Forzata, una rivista realizzata con una redazione di  “messi alla prova”, e un ragazzo impegnato nei lavori di pubblica utilità.

PER CONFERMARE LA PARTECIPAZIONE SCRIVERE A: scuola@volontariatogiustizia.it

I DETTAGLI PER LA CONNESSIONE SONO CONTENUTI NELLA LOCANDINA

Progetto “A scuola di libertà”- Carcere e Scuola. Educazione alla legalità. ASCOLTA IL PRIMO INCONTRO

L’11 novembre c’è stato il primo incontro del progetto “A scuola di libertà”.

Con grande partecipazione si sono approfonditi temi come i comportamenti a rischio, la voglia di trasgressione, i percorsi fatti di piccole scelte sbagliate che portano a commettere reati, e poi le pene, il carcere per adulti e il carcere minorile. E anche il modo in cui gli studenti, in tempi di pandemia, vivono le chiusure e l’isolamento, e i possibili confronti con la vita detentiva.  

Per ascoltare l’incontro clicca qui

Progetto “A scuola di libertà”- Carcere e Scuola. Educazione alla legalità – primo incontro: mercoledì 11 novembre 2020

 La Conferenza Nazionale Volontariato e Giustizia anche quest’anno, a partire dall’11 novembre, ha indetto la CAMPAGNA “A scuola di libertà” dedicata  a iniziative, pensate per far incontrare e confrontare le Scuole e la realtà delle pene e del carcere. Le scuole, i docenti e gli studenti che volessero partecipare al progetto possono contattare all’indirizzo mail: scuola@volontariatogiustizia,it. 

Il tema di base di quest’anno sono i comportamenti violenti, i reati legati all’odio, in contrapposizione alla “gentilezza” per come ne parla Papa Francesco nell’Enciclica “Fratelli tutti”: “La gentilezza è una liberazione dalla crudeltà che a volte penetra le relazioni umane, dall’ansietà che non ci lascia pensare agli altri, dall’urgenza distratta che ignora che anche gli altri hanno diritto a essere felici. (…) La pratica della gentilezza non è un particolare secondario né un atteggiamento superficiale o borghese. Dal momento che presuppone stima e rispetto, quando si fa cultura in una società trasforma profondamente lo stile di vita, i rapporti sociali, il modo di dibattere e di confrontare le idee. Facilita la ricerca di consensi e apre strade là dove l’esasperazione distrugge tutti i ponti”.

Si approfondiranno anche temi come i comportamenti a rischio, la voglia di trasgressione, i percorsi fatti di piccole scelte sbagliate che portano a commettere reati, e poi le pene, il carcere per adulti e il carcere minorile. E anche il modo in cui gli studenti, in tempi di pandemia, vivono le chiusure e l’isolamento, e i possibili confronti con la vita detentiva.  

 Lo strumento che useremo sarà la videoconferenza, che permetterà di incontrare persone detenute, loro famigliari, persone che hanno finito di scontare la pena, vittime di reato che hanno deciso di accettare un confronto  gli autori di reati, e di ascoltare le loro testimonianze. Gli incontri si possono seguire anche su Facebook. Tutti i materiali di approfondimento e di stimolo al dibattito sono visibili ed utilizzabili direttamente in internet sul sito della Conferenza. (basta digitare CNVG).

A Scuola di Libertà edizione 2020-2021 (primo incontro)

Gentili Insegnanti, riparte il progetto di conoscenza della realtà delle pene e del carcere “A scuola di libertà”.

Vi proponiamo per l’11 novembre la prima di una serie di videoconferenze di formazione su questi temi. In tale occasione presenteremo la nuova edizione del progetto e le prime possibili scadenze.

Progetto “A scuola di libertà”- Carcere e Scuola. Educazione alla legalità

Incontro di formazione per insegnanti interessati a proporre ai loro studenti un percorso di conoscenza della realtà delle pene, del carcere, della Giustizia.

Mercoledì 11 novembre, dalle 17 alle 18.30 in videoconferenza

Seminario di presentazione del libro Vendetta pubblica.

Vendetta pubblica. Il carcere in Italia, di Marcello Bortolato ed Edoardo VignaEd. Laterza. 2020

«Lasciamoli marcire in carcere!»: dietro questo slogan – che tanto piace a parte dell’opinione pubblica e a certi politici in cerca di facili consensi – c’è la negazione del nostro Stato di diritto.

Sì, perché secondo la Costituzione italiana la pena deve prima di tutto rieducare: chi è in prigione è parte della nostra comunità e i detenuti, prima o poi, comunque escono. (…). Evidentemente c’è bisogno di andare esattamente in direzione contraria alla ‘vendetta pubblica’.

Indice del libro:

Buttare via la chiave?

Ritorno ai fondamentali: la pena secondo la Costituzione

“Alla fine in carcere non ci va nessuno”

“Dentro si vive meglio che fuori”

“Bella vita: vitto e alloggio gratis, e tutto il giorno davanti alla tv”

Il diritto all’affettività

“Ci vorrebbero i lavori forzati”

Le misure alternative

“Condannato per omicidio gode di permessi premio”

Conclusione Da oggi a domani: vittime e giustizia riparativa

Interverranno:

Marcello Bortolato, magistrato dal 1990, dal 2017 presiede il Tribunale di sorveglianza di Firenze. È stato componente nel 2013 e nel 2017 di due commissioni di riforma dell’ordinamento penitenziario istituite presso il Ministero della Giustizia. È autore di numerose pubblicazioni in materia penitenziaria.

Edoardo Vigna, giornalista del “Corriere della Sera” da venticinque anni, è caporedattore nella redazione del magazine “7”, dove da quindici anni è titolare di una rubrica di politica internazionale. È autore, tra l’altro, di Europa. La meglio gioventù (Neri Pozza 2019).

Porterà la sua testimonianza Agnese Moro

Agnese Moro, sociopsicologa, ricercatrice di Laboratorio di scienze della cittadinanza, è figlia dello statista sequestrato e ucciso dalle Brigate rosse nel 1978. Ha partecipato per anni ai lavori del “Gruppo dell’incontro”, che fa riferimento proprio all’incontro fra vittime, responsabili della lotta armata degli anni Settanta e loro famigliari. L’esperienza è raccontata nel “Libro dell’incontro”, curato da Guido Bertagna, Adolfo Ceretti, Claudia Mazzucato.

PER CONFERMARE LA PARTECIPAZIONE E RICEVERE I DETTAGLI PER LA CONNESSIONE SCRIVERE A: scuola@volontariatogiustizia.it