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A SESTA OPERA SAN FEDELE

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Libro “Accompagnare i condannati invisibili” a cura di Guido Chiaretti

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Recensione

Indice

 

Corso di formazione 2017: Accompagnare i condannati sul territorio

Sesta Opera San Fedele onlus, associazione di volontariato carcerario, e SEAC (Coordinamento Enti ed Associazioni di Volontariato Penitenziario) propongono, partendo dalla Lombardia e per la prima volta a livello nazionale, una serie di incontri sul tema “Accompagnare i condannati sul territorio”. Obiettivo: trasformare quella che comunemente vien considerata una minaccia alla sicurezza in occasione di sicurezza diffusa e condivisa. I seminari, organizzati in collaborazione con UIEPE, Caritas Ambrosiana e SEAC Lombardia si terranno sabato 11, sabato 18 e sabato 25 novembre nella sede milanese di UEPE (via Numa Pompilio, 14 – MM2 fermata Sant’Agostino) dalla 9 alle 17.

 

Leggi il Programma

 

 

ASCOLTA I VIDEO DEL CORSO: 

giornata del 18 novembre 2017

Giornata del 25 novembre 2017

 

XIII Congresso Mondiale di Mediazione: presentazione del progetto di “Mediazione tra pari” di Bollate

Durante il XIII Congresso Mondiale di Mediazione, dal 20 al 25 novembre 2017, a Dakar (Senegal), viene presentata l’esperienza del progetto di “Mediazione Comunitaria tra pari” che si sta sviluppando presso il carcere di Bollate, all’interno del reparto femminile: qui, da oltre due anni, è attivo un progetto di formazione portato avanti da Sesta Opera San Fedele e l’Associazione di Mediazione Comunitaria di Genova.

A differenza della Mediazione conosciuta in Europa, dove il mediatore e’ persona esterna al contesto in cui vivono le parti in conflitto, nella “Mediazione tra pari”, nota anche come “Mediazione di comunità”, il mediatore è una delle persone che appartiene allo stesso gruppo di cui fanno parte le persone in conflitto.

Secondo questo approccio è fondamentale la formazione di alcune persone del gruppo, generalmente le più adatte secondo parametri specifici dell’ambiente in cui vivono, nel nostro caso il reparto femminile di Bollate. Secondo questo approccio la persona detenuta è attore protagonista del processo di mediazione

I risultati attesi sono il miglioramento della qualità della vita dei partecipanti anche nelle relazioni con l’esterno (con le proprie famiglie); la disseminazione nel gruppo del nuovo approccio ai conflitti; la diminuzione delle tensioni e dei conflitti interni al reparto attraverso un utilizzo preventivo di quanto appreso durante il progetto; l’applicazione restaurativa dei possibili conflitti emersi.

La sostenibilità del progetto è intimamente correlata allo spirito che lo anima. Le attività in programma sono tutte indirizzate alla formazione di risorse umane (detenute, agenti penitenziari e volontari). In questo modo si prevede che di seguito alle diverse formazioni ci sia un gruppo stabile di mediazione, formato da detenute, e un gruppo di volontari che possa accompagnare quest’esperienza: l’obiettivo è la creazione di uno sportello di mediazione dei conflitti interno al reparto dove le detenute mediatrici possano incontrare regolarmente le loro compagne e lavorare sui conflitti interni alla loro realtà.

Per approfondimenti del progetto:

Progetto di Mediazione tra Pari nel carcere di Bollate

Mediazione dei conflitti tra pari

Presidente Sesta Opera San Fedele su approvazione Legge Regionale

Carceri, Presidente Sesta Opera San Fedele onlus
Chiaretti: “Bene aggiornamento legge regionale. Ora più attenzione all’esecuzione penale esterna”

 

Milano, 14 novembre 2017– “Apprezziamo il fatto che Regione Lombardia sia tra le poche amministrazioni regionali a intervenire con delle proprie norme a tutela della persone detenute. La legge regionale approvata oggi in Consiglio regionale, frutto del lavoro degli ultimi cinque anni della Commissione speciale sulla situazione carceraria, tiene conto degli aggiornamenti normativi intervenuti. In particolare, apprezziamo l’attenzione alla giustizia ripartiva, al ruolo del volontariato, alla continuità tra carcere e esecuzione esterna, al mantenimento delle relazioni familiari dei condannati, ai percorsi formativi nell’ottica del recupero della persona e della riduzione della recidiva”. Così il Presidente di Sesta Opera San Fedele onlus, Guido Chiaretti, ha commentato l’approvazione in Consiglio regionale delle nuove disposizioni per le persone sottoposte a provvedimento dell’Autorità giudiziaria. Una particolare attenzione viene dedicata dalla legge regionale alla mediazione dei conflitti tra pari (articolo 5). “Già da tre anni la nostra associazione ha avviato nel reparto femminile di Bollate un progetto in tale direzione – ha spiegato Chiaretti -, iniziativa che ha già consentito a dieci detenute di ottenere un diploma in mediazione dei conflitti, con un tangibile ed effettivo miglioramento delle condizioni di vita all’interno del carcere. Tuttavia, un analogo impegno andrebbe orientato nel sostegno e nel finanziamento delle attività riguardanti l’esecuzione penale esterna: a fronte di circa 14mila persone che in Lombardia scontano la pena all’esterno del carcere con misure alternative, l’attenzione delle istituzioni è ancora troppo pigra”.
A tale riguardo Sesta Opera San Fedele ha recentemente avviato un corso finalizzato proprio alla formazione dei volontari penitenziari che operano all’esterno delle carceri. Prossimi appuntamenti sabato 18 novembre (sede UIEPE Milano, via Numa Pompilio 14) e sabato 25 novembre (Centro San Fedele,  piazza S. Fedele, 4 – Milano)

 

Relazione alla legge Regionale

Articolo de L’Avvenire

 

 

Milano – Presentazione del libro “Ringrazio che siamo vivi. Giovani stranieri in carcere” di Doriano Saracino

“Ringrazio che siamo vivi”, a dispetto del sottotitolo “Giovani stranieri in carcere”, non è un libro che parla (soltanto) di storie di integrazione fallita, ma ci porta ad attraversare la nostra società vista con gli occhi di chi, straniero, l’ha raggiunta ancora giovane o addirittura vi è nato.

Il filo conduttore del libro sono le voci dei giovani intervistati. Circa cento stranieri al di sotto dei trent’anni, incontrati in dieci carceri tra Liguria, Lombardia, Veneto, Emilia Romagna e Toscana, scelte tra quelle con la maggior presenza di detenuti non italiani. L’autore sceglie di riportare per intero o quasi molte storie. Ciò risponde ad una duplice esigenza: da una parte non considerare i detenuti intervistati solo come oggetto di ricerca ma come soggetti da rispettare e a cui restituire voce, dall’altra costruire una sociologia aperta, che consenta al lettore e allo studioso di trarre conclusioni diverse a partire dalla lettura dei testi e dall’incontro, ancorché mediato, con la realtà dei detenuti stranieri. Saracino riesce così, attraverso queste voci, a farci leggere nelle pieghe della nostra società, vista attraverso la “realtà rovesciata” del carcere, così come la definisce Andrea Riccardi nella sua prefazione. Allontanandosi un poco, ma in realtà avvicinandosi a questi giovani, è possibile capire qualcosa di più di noi stessi e della città in cui viviamo.

Giovedì 23 novembre – ore 19.30, CASA DEI DIRITTI, Via De Amicis 10, Milano

1°DICEMBRE 2017 – A cena con Sesta Opera San Fedele

Il giorno 1°dicembre 2017 alle ore 20 la Sesta Opera San Fedele ha organizzato una cena nel ristorante “Osteria Antichi Maestri “, Piazza Vesuvio 15, Milano.

Questa serata ha lo scopo di far conoscere l’Associazione e di raccogliere donazioni per le attività portate avanti quotidianamente.

Una location speciale …

Osteria Antichi Maestri, un progetto di reintegrazione sociale: vai al link per la descrizione completa, con le parole del Direttore del Carcere di Bollate, dott. Massimo Parisi

Per avere maggiori informazioni e prenotare il tuo posto, chiamaci allo 02/86352254 (tutte le mattine dalle 9.30 alle 12.30) o scrivici a: sestaopera@gesuiti.it